Il Blog è importante, teniamolo aggiornato!


La scorsa settimana ho avuto l’opportunità di seguire una delle pillole di formazione che teniamo mensilmente con l'associazione delle quale faccio parte ormai da 3 anni, Freelance Network Italia.

La lezione verteva sull’utilizzo della SEO, ed era tenuta da un’ottima relatrice, Laura Copelli.

Laura ha spiegato ad un pubblico numeroso ed attento, come sia importante applicare la SEO ovunque, non solo nel blog ma anche dove non penseremmo mai di farlo, come ad esempio nei profili Linkedin e nelle pagine Facebook.


La mia Keyword: diversificare

Nei primi mesi della pandemia ho capito che per il settore degli eventi, in cui opero da più di un decennio, sarebbero stati tempi duri e ho così deciso di studiare per allargare la rosa dei servizi da offrire ai miei clienti, fidelizzati o prospect.

Seguendo la mia predisposizione e scrivere, ho quindi deciso di fare formazione su scrittura in ottica SEO e creazione e gestione di pagine e profili Linkedin ed ora ho un buon numero di clienti con i quali collaboro, scrivendo articoli per i loro blog e tenendo vive e attive le loro pagine aziendali su LinkedIn.

A volte però mi trovo a dover spiegare perché i post e gli articoli vanno scritti in un determinato modo e che non possono essere modificati se non in minima parte per non perdere efficacia e accontentare il signor Google.

Alcuni clienti, abituati per proprio mindset a delegare, dopo un primo periodo di conoscenza reciproca, tendono a dare fiducia e lasciarmi mano libera sulla creazione dei contenuti, sempre comunque prima condivisi secondo un dettagliato piano editoriale.

Altri purtroppo tendono a voler controllare in modo capillare tutto quanto viene scritto, compromettendo il lavoro di preparazione (tra cui la ricerca di keyword) e facendo slittare se non addirittura saltare le uscite sul blog.


Ma cosa comporta non aggiornare il blog del sito?

Aggiornare il blog Donata Mazzajpg

Come spiega Laura, Google ama i siti ben indicizzati, che seguono le giuste regole e che aggiornano spesso i propri blog con contenuti di valore: se lo abituiamo ad avere ad esempio, un contenuto di qualità a settimana, il ranking salirà e il sito si posizionerà bene.

Ma se poi cominciamo a non pubblicare contenuti, Google non ci verrà più a trovare così spesso e fatalmente, il sito scenderà nel ranking, vanificando il lavoro fatto nei primi sei mesi per posizionarlo.


Come creare una proficua collaborazione

Innanzitutto si deve instaurare un rapporto di fiducia, capire che demandare a dei professionisti non significa non seguire la propria attività: anzi, avere la capacità di delegare a chi ha un'esperienza diversa dalla propria, significa avere a cuore ciò che si fa.

Mettendola giù un po’ dura, non credo che la maggior parte di noi stia a fare obiezione al tecnico che ci sta aggiustando la lavatrice o allo chef mentre sta preparando la nostra cena.

Quello che intendo dire è che è veramente un peccato perdere,  per il poco tempo che si ha a disposizione o per poca fiducia, i soldi investiti nel lavoro di un professionista.

Ma soprattutto, dopo tutta la fatica che si spende per essere indicizzati in modo organico su Google, è frustrante vedere il lavoro vanificato e il denaro speso non più investito ma perso.


Cosa fare con questo tipo di cliente?

E’ una bella domanda.

Generalmente tendo a instaurare rapporti solidi, che prevedono incontri periodici, anche online, per mantenere in asse le linee guida delle nostre collaborazioni.

Certo a volte capita di dover spiegare nuovamente i meccanismi che ci sono dietro la stesura in ottica SEO di post e articoli, ma fa parte del gioco.


E se il cliente proprio non recepisce?

In questo caso la scelta è soggettiva: recentemente ho scelto di non sollecitare il rinnovo di un contratto proprio perché ho capito che il cliente, non abituato a demandare, non riusciva ad entrare in quello che io definisco “circuito virtuoso del lavoro”: quella situazione in cui il cliente riconosce i propri limiti e, dopo un primo periodo di assestamento, si fida dei professionisti che ha ingaggiato per i lavori che non gli appartengono.

In alternativa si può continuare a collaborare ma la resa del lavoro non sarà mai ottimale: lavorare sotto continuo controllo da parte di un cliente che non dispone delle competenze necessarie (altrimenti non affiderebbe ad altri il lavoro), rende difficile scrivere con serenità: dobbiamo ricordare sempre che scrivere è comunque un atto di creazione, non si tratta di un data entry o della compilazione di un modulo.

Personalmente preferisco rinunciare a un cliente se non si crea il giusto feeling, nel suo interesse e nel mio.


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foto di: 

Nick Youngson
Werner Moser da Pixabay