Smartworking? E’ una questione di metodo.

Entro quasi quotidianamente in contatto con persone che mi chiedono consigli su come gestirsi, soprattutto nei primi tempi di lavoro in smartworking: infatti, dopo i primi momenti di euforia in molti si sono trovati in difficoltà e, ancora oggi, stentano a trovare il proprio equilibrio.


Non è infatti facile operare da casa se si è sempre stati in un ufficio, con tempi scanditi da altri, riunioni, pause caffè ecc.

Ma allora, come si fa a vivere bene lo smartworking?

In realtà non esiste un metodo magico che vada bene per tutti: ciascuno deve trovare le proprie modalità

Tuttavia, ci sono delle regole di base che rendono la transizione da ufficio a casa un po’ meno difficile.


Lo Spazio

Non tutti i domicili sono attrezzati per lavorare: i figli studiano o giocano, il cane rincorre la pallina, il compagno o la moglie cucinano ascoltando musica.

E’ quindi fondamentale individuare uno spazio dove allestire una postazione di lavoro, con connessione veloce e possibilità di isolarsi.

In alternativa per le giornate più impegnative è consigliabile appoggiarsi a un coworking. Oggi ce ne sono molti che consentono l'accesso singolo a costi sostenibili.


Siamo a casa ma non siamo a casa

Entrare in modalità smartworking significa che se c’è disordine lo dobbiamo ignorare, il bucato dovrà aspettare, esattamente come se fossimo fuori casa.

Ogni momento di distrazione si ripercuote sulla nostra concentrazione, sottraendo tempo

prezioso al nostro lavoro.


Eliminare le interferenze

Silenziare le notifiche e il cellulare sono un requisito fondamentale per mantenere l'attenzione.

Alcuni studi hanno dimostrato che la nostra attenzione decade automaticamente dopo 45 minuti: buona regola può essere perciò programmare blocchi di 45 minuti di lavoro alternati a 5/10  minuti di pausa per leggere le notifiche.

La Tecnica del pomodoro si attesta sui 25 minuti ma, a mia esperienza, possiamo adattarla alle nostre esigenze.


Disciplina, disciplina e disciplina

Certo non siamo in collegio e nessuno ce la impone ma dobbiamo farlo noi.

Se vogliamo raggiungere dei risultati apprezzabili, dobbiamo minimizzare le distrazioni, agendo come se fossimo in ufficio.

Quindi silenziare il cellulare, non guardare i social e le mail in modo compulsivo sicuramente sono un must.


Fare un piano di lavoro

Per non soccombere al richiamo delle attività che normalmente si svolgono a casa, è necessario fare un programma e soprattutto, seguirlo.

Un consiglio è mettere le attività da svolgere in ordine di gradimento e cominciare dal compito più ostico, secondo il metodo Eat that frog, che ci insegna a non procrastinare le incombenze spiacevoli.


Interagire con i colleghi

In casa siamo soli ma fortunatamente possiamo e dobbiamo interagire con i colleghi: meglio una veloce video call che una telefonata: dovendoci mostrare in video non ci presenteremo in tuta da casa o in pigiama, e anche questo è molto importante.


La pausa caffè

La facciamo in ufficio, possiamo farla anche a casa.

Spezzare il lavoro al pc serve a riordinare le idee, consultare il cellulare, leggere i messaggi.

Se possibile, fare una pausa lunga a pranzo concedendosi una passeggiata sarà utile per sgranchire le gambe e svuotare la mente.


La pazienza

Questa non deve mai mancare, soprattutto i primi tempi in cui sarà molto difficile concentrarsi, non guardare il disordine, fare un piano di lavoro e non avere uno spazio adeguato. 

Saranno la pazienza e l'esperienza che ci porteranno sulla giusta via per lo smartworking.


La consapevolezza

Se abbiamo scelto noi di rimanere in smartworking, dobbiamo essere certi che questa sia la scelta più giusta per noi: noi umani siamo portati ad interagire con i nostri simili, la scelta dello smartworking può essere difficile se non riusciamo a mantenere i rapporti con colleghi o partner come se fossimo in presenza.

Se invece si tratta di una decisione imposta dall’azienda, seguendo gli step di base che ho indicato, si può ottenere un buon equilibrio, in attesa che la situazione lavorativa si normalizzi e ci consenta di scegliere in piena libertà come operare.

Si tratta quindi di una scelta che merita una riflessione approfondita.


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Contattami, ci faremo una chiacchierata di mezz’ora per capire le tue difficoltà e trovare insieme una soluzione.





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